Sei perfette repliche in bronzo de la Notte, il Giorno, il Crepuscolo e l’Aurora ¬di Michelangelo Buonarroti in corso di realizzazione presso la Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro di Pietrasanta saranno le grandi star del progetto “Michelangelo in Cina” frutto della collaborazione tra l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai ed il museo Heng Yuan Xiang. Le opere – ventiquattro in tutto – nascono grazie all’impiego di rari calchi in gesso d’epoca rinascimentale messi eccezionalmente a disposizione dalla Fondazione Accademia di Belle Arti “Pietro Vannuci” di Perugia, partner del progetto. Le prime sculture sono già a Shanghai e saranno presto al centro di un intenso programma di esposizioni pubbliche. (continua…)
Arte: in Cina repliche in bronzo di Michelangelo Buonarroti
Tra arte e scrittura
La calligrafia cinese attraverso le parole di un famoso calligrafo: dieci domande a Luo Qi, tra tradizione e modernità.

Considerato uno dei maggiori teorici ed innovatori nell’ambito della calligrafia e della pittura tradizionale cinese moderna, Luo Qi ha rivoluzionato il concetto di calligrafia creando quella che è stata definita: “pittura calligrafica”. Ossessionato dalla parola scritta la colora, la plasma fino a conferirle nuova forma. Questo breve dialogo apre le porte di un mondo complesso ed affascinate sia per i cinesi che per gli occidentali.
All’interno dell’arte cinese, la calligrafia e la pittura cinese fanno parte di un’unica cultura dove la prima ha conferito alla seconda ancora più efficacia. I maggiori teorici dell’antica Cina erano unitamente convinti che la calligrafia avesse un’importanza maggiore rispetto alla pittura.

Con la dinastia Qin viene unificata la scrittura nazionale, ma i caratteri non hanno seguito i cambiamenti della lingua provocando una separazione tra lingua e caratteri, il segno fonetico si standardizzava facendo sì che i caratteri non venissero toccati dalle influenze della lingua, il suono delle lettere diventava il ritmo della poesia mentre la calligrafia diventava il veicolo del pensiero, intraprendendo in questo modo la strada dell’arte. Essendo la scrittura la maniera
per annotare pensieri ed emozioni, non ha agito nello sviluppo della lingua ma i cambiamenti della scrittura cinese hanno dato origine all’arte calligrafica. Questa è il pilastro dell’arte cinese, senza non ci sarebbe l’arte cinese, ne è l’anima. Poiché la calligrafia ha incarnato fino ad oggi i pensieri e gli ambiti caratteristici degli umanisti della Cina antica, viene considerata la forma più alta in campo artistico. Al mondo non ci sono altri tipi di creazioni che la possano sostituire.
Credo profondamente che i pittori cinesi non si possano ritenere realmente bravi o raffinati se non sanno vergare o comprendere la calligrafia. (continua…)
Primo Marella Gallery
Primo Marella è stato tra i primi al mondo a credere nella carica innovativa e al potenziale economico dell’ arte cinese contemporanea, in anni in cui nessuno avrebbe mai scommesso su un suo possibile successo.

La prima Marella Gallery apre i battenti a Sarnico nel 1993 lavorando con numerosi artisti provenienti dagli Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania che operavano utilizzando diversi media, quali video, pittura, scultura, fotografia e installazioni anche con l’ausilio del sonoro.
Attraverso questo approccio che presentava l’uso di più linguaggi, la galleria ha cercato di documentare la complessività e la diversività della scena artistica internazionale contemporanea.
Il 2000 rappresenta un anno cruciale per l’attività di Primo Marella che apre la sua galleria a Milano e nello stesso anno presenta 18 artisti cinesi tra cui vale la pena di ricordare Zhang Xiaogang, Feng Zhengjie, Wang Quingsong, Shi Xinning, Ma Liuming e Huang Yan, con la volontà di documentare l’identità artistica cinese contemporanea. (continua…)







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