
Il teatro di Delfi e il teatro romano di Nikopolis, due dei più importanti monumenti antichi della Grecia ma anche tra quelli con più evidenti i segni dei danni causati dal passare dei secoli, saranno presto restaurati dopo il via libera accordato dal Consiglio Archeologico Nazionale (Kas).
L’antico teatro di Delfi è uno dei pochi di cui si conoscono i dati cronologici. Si conosce la sua data di costruzione, il suo disegno e la forma del ‘koilon’ o cavea, così come sono note pure le modifiche che furono apportate alla sua struttura originale negli anni successivi. Il primo teatro venne eretto nel IV secolo a.C. e prese la forma attuale durante i primi anni del periodo romano, quando venne restaurato per la prima volta nel 159 a.C. dal re di Pergamo Eumenes II. Nel teatro originale gli spettatori sedevano probabilmente su sedili di legno oppure per terra. La costruzione si trova all’interno del complesso del santuario di Apollo ed era l’edificio più grande dell’intero complesso con una capacità di 5.000 spettatori. Nell’antichità ospitava gare di musica fonetica e strumentale che si tenevano nell’ambito dei Giochi della Pizia, i più importanti dell’Ellade dopo le Olimpiadi. I Giochi si svolgevano una volta all’anno e i vincitori ricevevano in premio una corona proveniente dall’albero di alloro sacro al dio Apollo che si trovava nella mitica Valle di Tembi. Più tardi, verso la metà del III secolo a.C., i giochi furono trasformati in gare a livello nazionale che si tenevano ogni quattro anni. Lo studio preliminare per il restauro del teatro, approvato dal Consiglio Archeologico Nazionale, si basa su una ricerca compiuta dalla Scuola Archeologica Francese, presente nella zona dal secolo scorso. Obiettivo dello studio è il ripristino della geometria della cavea e il restauro delle superstiti gradinate di marmo bianco del monte Parnaso che domina il sito di Delfi.
Il teatro romano di Nikopolis, uno dei più grandi dell’epoca, con una capienza di 15.000 spettatori, si trova a sei chilometri da Preveza, una piccola città dell’Epiro. Fu costruito a Nord della città nella zona Proasteion, da Ottaviano Augusto per commemorare la vittoria su Marco Antonio e Cleopatra nella battaglia navale di Azio del 31 a.C. Nel teatro venivano tenuti principalmente i Nuovi Azi, giochi di carattere religioso in onore di Apollo, ai quali partecipavano poeti, filosofi, commedianti, predicatori e mimi. A quei giochi prese parte anche l’imperatore Nerone che visitò due volte la città di Nikopolis e la ribattezzò Neronikopoli. Il progetto per il restauro del teatro, effettuato dall’Istituto Archeologico degli Studi di Epiro, prevede fra l’altro l’urgente riparazione dei muri sui quali oggi sono visibili molte e profonde crepe.
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